Benedetto XVI

Annuntio vobis gaudium magnum, habemus papam! Eminentissimum ac reverendissium Dominum, dominum Josephum Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Ratzinger, qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI.

Così ieri il protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez annunciava alla città di Roma e al mondo il nome del duecentosessantacinquesimo successore di Pietro.
Ho scoperto quasi per caso che c’era stata la fumata bianca, se non fosse stato per un’amica che su iChat/AIM aveva come status, testualmente, “habemus papa”, probabilmente l’avrei saputo solo dopo. E forse mi sarei perso l’annuncio in diretta.
Eh sì, perché pur non ritenendomi propriamente cristiano (e comunque non cattolico), sono corso subito ad accendere la tv su SkyTG24 per vedere come stavano le cose.
Quando finalmente il protodiacono è arrivato sul balcone, per un attimo ho pensato fosse lui il nuovo papa, dimenticando che era necessario prima l’annuncio ufficiale.
Alla parola “Josephum” il tempo si è fermato, e mentre cercavo di decifrare le parole immediatamente successive, è arrivato il cognome: Ratzinger. E poi Benedictum decimosextus — o qualcosa del genere, non conosco “seriamente” il latino. Sedicesimo, comunque. Chiarissimo.

Confesso che negli anni, pur avendo sentito spesso il nome di Ratzinger, non avevo idea di che faccia avesse; per qualche motivo, lo collegavo al viso di Ruini. Quando l’ho visto, tuttavia, con gli occhi commossi, ho detto “…però è simpatico”. Quel “però” non ha nessuna funzione utile nella frase, non serviva a bilanciare alcunché; è solo un incipit che si usa da queste parti.

Nelle ore successive i giornali si sono precipitati a rovistare nel suo passato: ex progressista, attualmente tra i più conservatori, ex membro della gioventù hitleriana… se ne sono sentite di tutti i colori. Cose vere, per carità, ma è bene ricordare che anche Giovanni Paolo II è stato molto conservatore, eppure tra le cose sbagliate che indubbiamente ha fatto (il rifiuto dei sistemi contraccettivi e dell’omosessualità, l’ostinazione al celibato per il clero, eccetera) qualcosa di buono c’è stato. Anzi, il fatto che la folla abbia richiesto a gran voce la sua immediata canonizzazione – “santo subito!” – fa presumere che abbia portato nel mondo più bene che male. Non lo so per certo, sono lontano dal mondo cattolico da anni, e quello che so in merito lo so solo per osmosi.
Quello che voglio dire, in pratica, è che è bene dargli del tempo prima di affibbiargli etichette.

In verità, personalmente speravo che da quella finestra si affacciasse un papa di colore, o almeno non europeo. Sarebbe stato un ottimo modo da parte della Chiesa cattolica di dire al mondo “non ci sono più pregiudizi, vogliamo che la nostra religione sia aperta al mondo che cambia”.
L’elezione di Ratzinger, voluta dallo Spirito Santo o meno, segna comunque la strada completamente opposta. Questo è uno dei punti del pensiero di Benedetto XVI che vengono contestati: il non voler adattare il cattolicesimo al mondo che cambia, quanto la convinzione, a mio avviso folle, di plasmare la società sulla base del cattolicesimo.

So che sto per fare un paragone quasi blasfemo, ma in un caso del genere si deve far ricorso ai rudimenti di marketing: se i potenziali acquirenti si allontanano dal mio prodotto, non posso pensare di cambiare la mente di tutti quelli che potrebbero essere interessati ad esso, bensì cercare di andare incontro al mio target.

In alcune zone, soprattutto d’Europa, c’è una estrema carenza di prelati. Si è arrivati al punto di prevedere, nel giro di qualche anno, la chiusura di molte chiese per il semplice fatto che non c’è nessuno che celebri le funzioni.
Non si tratta di una mancanza di fede, ci sono moltissimi giovani che credono con fervore nel Dio cristiano, ma non accettano pienamente il cristianesimo. Tuttavia ciò non è “colpa” della società moderna, quanto una sua naturale evoluzione (il che non implica necessariamente che la società sia migliorata, semplicemente è cambiata).
Quanti giovani, ad esempio, pur sentendosi molto vicini a Dio accetterebbero di rinunciare a costruirsi una famiglia, semplicemente perché il cattolicesimo impone il celibato? Pochissimi, evidentemente, come dimostra appunto il crollo dell’”organico” del clero.

La mia opinione, inoltre, è che la Chiesa cattolica sia una delle organizzazioni che trarrebbe davvero giovamento da una localizzazione reale dei poteri. Che senso ha avere preti, parroci, vescovi, cardinali e un papa se poi il prete deve tassativamente sottostare agli ordini del parroco, il parroco a quelli del vescovo, e così via? È come pretendere che un sindaco non possa fare ciò che ritiene più opportuno fare secondo la sua situazione locale per il semplice motivo che il presidente della repubblica non è d’accordo. Non credo che sia questo quello che i romani intendevano, lungimiranti come sempre, con la famosa frase “divide et impera”…

La Chiesa cattolica, pur portandosi le cicatrici di molti errori passati – e sto pensando all’Inquisizione, alla vendita delle indulgenze, ai dogmi inventati di sana pianta al solo scopo di soffocare le religioni pagane o peggio di controllare il popolo dei credenti, e così via – in qualche modo ha saputo cambiare, seppure in parte.
Da relativamente poco tempo le celebrazioni non sono più in latino, i laici credenti conoscono la Bibbia e Giovanni Paolo II ha chiesto scusa per i peccati della Chiesa stessa.

Non capisco perché quest’accanimento contro la contraccezione, che eviterebbe a molti bambini di nascere e rischiare di non essere accettati o di essere uccisi da malattie purtroppo ancora molto comuni in alcune parti del mondo; contro l’omosessualità, che non è né “innaturale” né “sbagliata”; contro il matrimonio dei prelati, che probabilmente metterebbe fine ad avvenimenti scandalosi come la pedofilia da parte dei preti, purtroppo più comuni di quanto si creda; e così via.

Il mondo sta cambiando, nel bene e nel male. La Chiesa cattolica, come tutte le religioni, se vuole sopravvivere deve adeguarsi e rinnovarsi.
Non è un caso che le religioni più “gettonate”, attualmente, siano quelle che coniugano un misticismo antico con una visione della vita compatibile con la società moderna. Mi riferisco alla Wicca e al Druidismo, ma non solo.

Forse il clero è davvero guidato dallo Spirito Santo, ma la Chiesa cattolica è fatta di uomini. Quando finalmente accetterà che gli uomini e le società cambiano nel tempo, forse anche il cattolicesimo non avrà più paura di cambiare.

Nel frattempo, pur da non credente, non posso che augurarmi che Benedetto XVI sia un buon papa e che, come il suo predecessore, sia soprattutto vicino ai giovani e schierato con decisione contro le guerre.

Per il resto, vedremo.
Il papa, in fin dei conti, è pur sempre un essere umano, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi vizi e le sue virtù, con le sue forze e le sue debolezze.
Viva il papa!

Lascia un commento