La tecnologia, che meraviglia. Quando funziona.
Il 12 gennaio 2005 ho comprato un masterizzatore (Pioneer DVR-108) a 83 euro e qualche centesimo, il 25 ottobre 2005 si è rotto. Senza motivo. Ha smesso di funzionare. L’ho mandato in riparazione in garanzia, ma nel frattempo l’ho dovuto ricomprare: Pioneer DVR-110D a 55 euro. Quando tornerà riparato, se mai tornerà, lo terrò da parte per un improbabile altro computer.
Nel novembre 2004 ho comprato un router ADSL con switch integrato (D-Link DSL-504 gen. II) a, mi pare, 180 euro o qualcosa del genere. Un fulmine mesi fa me lo mandò in coma, ma dopo qualche ora la formula Alzati&Cammina™ l’ha fatto rinvenire quasi completamente, con l’eccezione di una porta dello switch che è completamente morta. Ieri degli sbalzi minimi di corrente – per la serie che le lampadine si sono affievolite un attimo e non sono nemmeno saltate le radiosveglie – l’hanno mandato in confusione. Adesso ho un router psicopatico, ogni tanto smette di funzionare e per farlo ripartire devo mescolare i cavi di rete e collegarli in modo diverso. La cosa ironica è che anche durante la fase psicopatica il suo modem interno sembra funzionare, e il problema è squisitamente locale: i cavi funzionano (i led si accendono), ma la rete no. Non a caso, invece di “network unreachable” i ping restituiscono dei brutali “host is down”.
Questa estate ho comprato un videoregistratore dvd Amstrad DR300 a circa 180 euro (dopo aver preso e riportato indietro un Inno-hit che, credetemi, crashava). Funzionare funziona, solo che ogni tanto non riesce a finalizzare i dischi, quindi è come se non registrasse. La legge di Murphy nonché la mia proverbiale sfiga congenita – ho fatto anche domanda per avere la nuvoletta di Fantozzi personale – fa sì che tale problema si presenti sempre nel momento meno opportuno, nella fattispecie durante la quarta e ultima puntata di Rockpolitik. La cosa peggiore è che ho il videoregistratore dvd in mansarda, quindi lo programmo e lo lascio lavorare da solo, senza starci davanti. Ovviamente questo non aiuta nell’eventuale debugging. Oggi vado a comprarmene uno di marca e questo lo vendo su eBay, ovviamente segnalando l’esistenza del problema (che comunque temo sia più o meno congenito). Mandarlo in riparazione non avrebbe senso, visto che il problema, per la sfiga di cui sopra, difficilmente si manifesterebbe.
Il problema di fondo è che più un sistema è complesso e più è facile che una marca semisconosciuta sia inaffidabile: questo è dovuto al fatto che le piccole marche spesso non hanno possibilità di investire nel cosiddetto R&D, ricerca e sviluppo. Senza contare che un prodotto di una piccola marca spesso è più difficile da far riparare, semplicemente per la scarsità di centri di assistenza qualificati. E si tratta di microelettronica, non di televisori a tubo catodico che possono essere riparati più o meno da chiunque.
Questo ovviamente non significa che le marche semisconosciute (e quindi più economiche) facciano schifo, né che le grandi marche siano essenti da problemi.
Un paio di anni fa abbiamo comprato un fax, un Philips magic 3, e circa un anno fa mi sono trovato a inviare dei fax in Francia. Ovviamente per risparmiare ho usato una scheda telefonica internazionale, di quelle su numero verde, e con mio sommo dispiacere la macchina si resettava dopo ogni invio verso il numero francese. Avendo un po’ di esperienza in debugging esoterico, ho provato a disabilitare la stampa del rapporto d’invio e, magia delle magie, il problema non si è più presentato. Evidentemente il buffer riservato al numero del destinatario era troppo piccolo per contenere la sequenza interminabile di numero verde, pin e numbero francese, e al momento di stampare il rapporto si produceva un overflow che resettava la macchina.
Coi problemi minori come questo ci convivo, sono un programmatore e so che l’unico software esente da problemi è quello che non viene nemmeno scritto, ma se un videoregistratore dvd non mi finalizza i dischi o se un masterizzatore smette di funzionare senza nessun motivo dopo dieci mesi di utilizzo (e nemmeno intensivo, per la verità), comincia a venirmi qualche dubbio.
Siamo proprio sicuri che il crollo dei prezzi dell’informatica e dell’elettronica sia una buona cosa? Non sarebbe meglio far pagare i prodotti qualcosa in più ma fare in modo che funzionino meglio?
Di sicuro voler risparmiare troppo prima significa spendere di più dopo…