Non ho scritto prima sulla legge John Wayne perché aspettavo il botto. E l’altroieri il botto c’è stato: un imprenditore di Verona – non so perché ma m’aspettavo che il botto ci fosse nel nord – s’è trovato dei ladri in casa e ha cominciato a sparare. Tredici colpi e un morto, un albanese di 26 anni con regolare permesso di soggiorno e nessun precedente penale.
Io credo che sia una legge sbagliata, che non farà abbassare minimamente il numero delle rapine e anzi, al contrario, farà salire quello degli omicidi (magari condonati per “legittima difesa”, ma se ammazzi una persona sei un omicida, lo dice la parola stessa).
Innanzitutto, come è già stato fatto notare da vari giornalisti e commentatori, è il ladro stesso che è più propenso a sparare se sa che può farlo il padrone di casa.
Inoltre gestire un’arma con la freddezza necessaria non è semplice. È difficile anche per le forze dell’ordine, figurarsi per tutti quelli che ora correranno a comprarsi una pistola perché “non si sa mai”.
Apro una parentesi sulla difficoltà di maneggiare armi da parte dei militari. Ce lo ricordiamo Carlo Giuliani, il contestatore ucciso il 20 luglio 2001 a Genova durante il G8? Certo, era una situazione complicata. Certo, il carabiniere che ha sparato pare fosse un soldato semplice che stava svolgendo servizio militare. Ma se aveva una divisa era stato addestrato a utilizzare un’arma. Si è fatto prendere dal panico e ha sparato. E c’è uscito il morto. Se l’è cercata, vero (aveva un estintore in mano, diamine, e con un estintore in mano non hai certo intenzioni pacifiche), così come un ladro che ti entra in casa se la va cercando. D’accordo, ma un ladro è una persona come il padrone di casa, e anche il ladro può sentirsi minacciato – parlo di istinti primordiali – e cominciare a sparare, soprattutto se sa che può essere preso a palle di piombo lui stesso. È un circolo vizioso, in pratica il morto ci deve uscire. Meglio il ladro allora, pensano tutti. E il ladro allora spara per primo. E si ricomincia. Gestire un’arma non è facile. Puoi anche essere bravo quanto vuoi al poligono, ma al poligono puoi concentrarti e sparare quando ti senti pronto. In una situazione di emergenza istintiva non puoi nemmeno chiederti se sei pronto. Si torna all’istinto di sopravvivenza, si torna bestie. Chiusa parentesi.
Quello che poche persone hanno fatto notare è che la corsa alle armi – e ci sarà, statene certi – porterà anche ad un aumento di omicidi “comuni”, non collegati alla “legittima difesa”: quanti litigi domestici degenereranno ulteriormente finché qualcuno andrà ad aprire quel cassetto per prendere la pistola?
E quante persone in un brutto momento decideranno di prendere la pistola per farla finita in maniera rapida e potenzialmente indolore?
Senza contare che la legge indica che si può sparare nel caso l’aggressore “non mostri desistenza“. Traducendo: se il ladro fa per scappare, tu non gli puoi sparare. E se uno gli spara lo stesso? Una volta che è morto è morto, non gli si può certo chiedere se stava scappando o meno. Quindi il padrone di casa è coperto in ogni caso, gli basterà dire “mi stava minacciando con quel soprammobile di vetro”. Tutto ciò non mi convince.
Ho chiesto a un amico che ha il porto d’armi per uso sportivo (può portare l’arma solo al poligono e può caricarla solo lì) come funziona il possesso delle armi in Italia. Mi ha spiegato che ci sono tre tipi di autorizzazione: il nulla osta, il porto d’armi per uso sportivo e il porto d’armi “normale”. Si tratta di autorizzazioni che non hanno a che fare con l’introduzione della legge John Wayne, perché erano già presenti.
Il nulla osta è la cosa a mio avviso più preoccupante. In sostanza è un’autorizzazione emessa dalla questura per l’acquisto e la detenzione di un’arma ben specifica (che è indicata sull’autorizzazione); per ottenerla è sufficiente passare una visita medica e lasciare che la burocrazia faccia il suo costo, e in media entro tre mesi si può andare a comprare l’arma in questione, che naturalmente non può essere portata da nessuna parte e può essere utilizzata solo in casa.
Probabilmente in pochi sapevano di questa possibilità, ma quello che mi sfugge è: se esiste la possibilità legale di comprare un’arma da detenere nella propria abitazione “a uso patrimoniale”, la legge John Wayne non è semplicemente un modo per tappare una falla nella logica burocratica? Se posso comprare un’arma per difendere il mio patrimonio, devo anche poterla usare. E la legge dice questo, che la posso usare e se ammazzo qualcuno non fa niente.
E ora, naturalmente, molti correranno a informarsi perché è ovvio chiedersi “cosa me ne faccio della legge se non ho il porto d’armi?”, e nel giro di qualche mese le armerie faranno affari d’oro. Per non parlare delle banche armate, che finalmente potranno darsi da fare anche in patria, poverine.
La mia idea? Semplice: se vuoi comprarti una pistola ti obbligo a farti un certo numero di lezioni in poligono a tue spese, a sottoporti a una visita medica approfondita e a un test psicoattitudinale a tue spese. E le armi non devono costare meno di una certa soglia (che dovrebbe essere piuttosto alta, che so, 350 euro).
Del resto anche se vuoi guidare la macchina devi pagarti un corso e sostenere degli esami a pagamento, e non vedo perché debba essere così semplice comprarsi qualcosa che ha come unico scopo quello di ammazzare.
Ah, tanto per la cronaca: negli USA le armi si vendono liberamente, e le aggressioni, gli omicidi e i suicidi non sono diminuiti affatto, anzi, è uno degli Stati più violenti del mondo. Significherà qualcosa?
(Addendum: trovo ironico come uno che si fa uno spinello rischia la galera come se fosse uno spacciatore internazionale e uno che ammazza una persona che magari stava anche scappando resti incensurato. Non condono nessuna delle due cose, ma trovo questa differenza piuttosto curiosa.)
Pubblicato da Jollino
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