L’UAAR fa una riflessione interessante sulla recente notizia (passata alquanto inosservata sui media “popolari”) dell’applicazione del copyright su tutti i testi del papa, di cui si occuperà la Libreria Editoriale Vaticana.
Quello che forse non si è capito bene è che la decisione è retroattiva, ovvero si applica anche su tutti i testi di tutti i papi precedenti (e anche se si pubblica solo un minuscolo stralcio).
Che interesse avrebbe il Vaticano a proteggere con un copyright i testi dei papi precedenti? È presto detto: chi è secondo la tradizione cattolica il primo papa? Pietro, l’apostolo. E Pietro scrisse le sue famose lettere, lettere che sono presenti anche nella Bibbia.
È facile intuire che si tratta di un modo inventato dagli esperti di marketing del Vaticano per rubare soldi – sì, rubare soldi – dalle altre confessioni cristiane. In pratica quando un anglicano (o un protestante, o un valdese) andrà a comprarsi una Bibbia dovrà pagare il pizzo al Vaticano, di cui peraltro non riconosce neppure l’autorità.
L’UAAR fa anche notare che se la Bibbia si è diffusa è stato merito dei protestanti e in particolare di Lutero (vedi il mio precedente articolo), mentre il clero cattolico fece di tutto per renderla il più inaccessibile possibile alla gente comune.
A me invece viene in mente un’altra cosa: che senso ha per una religione far pagare una tassa a tutti quelli che vogliono ricevere il messaggio della massima autorità della religione stessa?
Se fosse successo per un’altra religione, molte persone interessate avrebbero probabilmente perso il loro interesse (la religione dovrebbe essere una cosa intima, non basata sull’economia); dato che è una roba cattolica, nessuno ci fa caso.
Del resto, chissà quante persone non l’hanno neppure sentita, ’sta notizia… e chissà quante persone si sono già dimenticate dell’esenzione ICI per tutto ciò che è della chiesa cattolica… e dei cardinali che ficcano il naso nello stato italiano… e del Vaticano che in nome del “non commettere atti impuri” spinge per la non-diffusione dei profilattici in Africa… vabbè…
Aggiornamento: l’Unità riporta che la norma è retroattiva solo per gli ultimi 50 anni, quindi la Bibbia in sé è salva. Lo stesso non si può dire dei 2770 libri firmati Giovanni Paolo II (oltre 1000 in spagnolo, 370 in italiano), senza contare le encicliche, gli angelus e simili. Un bel giro di soldi. Ma Gesù non era povero?
26 Gennaio 2006 alle 12:32 |
Devo dire che anche questo articolo apre uno scorcio interessante su quelli che sono i secondi fini di una istituzione potente come il Vaticano, che poco ha a che fare con la spiritualità di cui dovrebbe essere piena una fede. Anche se dubito che vogliano far pagare diritti sulla Bibbia… sarebbe darsi la zappa sui piedi.
keep on working daniè
26 Gennaio 2006 alle 02:45 |
Parlando con mio fratello della questione mi ha fatto notare una cosa. Possono essere chiesti i diritti in maniera retroattiva solamente fino a una certa data. Quella dell’entrata in vigore della legge sul diritto d’autore. Prima di quella data NON E’ POSSIBILE chiedere nessun compenso. La Bibbia è salva quindi.
29 Marzo 2006 alle 05:00 |
Cacchiobetta!… manca un pezzo… ecco così è ok! … sorry…
Ciao daniè! sono approdato qui dal blog di robertì! interessanti entrambì…(ok, basta…)Dopo aver letto una cosa del genere, che ho prontamente riportato nel mio manuale “Come impedire che quattro vecchi bifolchi manipolino mondo e popoli semplicemente giustificandosi con un “perchè sta scritto!“”, non posso far altro che constatare il continuo aumento del mio disgusto nei confronti dei suddetti bifolchi… una cosa interessante da fare sarebbe stamparne un volantino e distribuirlo, assieme ai soliti giornali della parrocchia, all’uscita dalle chiese o direttamente spedirlo a tutto il paese (il mio conta solo 7000 abitanti, quindi è ancora fattibile)… che mondo di ingenui: mi sento anche personalmente offeso in quanto credono che ci possano raggirare con una predichetta sull’amore ogni domenica mattina… mi vien il ribrezzo…
Comunque complimenti a te! Grazie per esserti eretto in favore di un’informazione alternativa, alla quale, aggiungo, ti dedichi con molta piu serietà rispetto a altri addetti del settore.
troppo lunga…..? ….
Ciao e continua così!
E grazie anche a robertì! Ciao Ciao