In una stanza non troppo grande. Al buio. Riscaldata da un condizionatore. Illuminata lievemente soltanto da un lampione a luce bianca. Con una musica dolciastra e nostalgica – “Collapse the Light into Earth” dei Porcupine Tree – in alta definizione che ti avvolge in surround da cinque casse più una.
Tu che chiudi gli occhi e lasci che il pianoforte e gli archi penetrino dentro di te, mentre nel buio più completo i ricordi e i pensieri scivolano uno dopo l’altro nella tua mente, accompagnati dalle vibrazioni della tua faringe mentre mormori un mantra in armonia con la musica.
Poi la musica finisce, tiri fuori il dvd-audio, spegni l’impianto. Esci dalla stanza e il corridoio è freddo. Esci fuori e l’aria è ancora più fredda. Una folata di vento ti graffia la faccia. In cielo nuvole rese rossastre dalle luci di una città che sembra lontanissima. Nessun rumore di automobili intorno alla campagna davanti a te. Solo tu, avvolto da un’umidità che ti si annida nell’anima, raggiunto dal soffio gelido del vento che ti ricorda che sei vulnerabile.
Come se avessi bisogno di una conferma.
Meditazione surround
27 Febbraio 2006Striscia lo scheletro
23 Febbraio 2006Eccomi qui, non preoccupatevi… ci sono ancora, ho solo avuto degli impegni.
Voglio parlare di televisione, io che la guardo poco. E voglio parlare di un programma in particolare, Striscia la notizia.
Nato come telegiornale satirico diciott’anni fa, oggi è diventato più o meno il paladino dell’informazione vera, una sorta di macchina “scopri-altarini” che non ha paura di nessuno, che denuncia le truffe, che porta alla ribalta i tarocchi televisivi, che mostra il vero volto dei personaggi famosi e così via. La satira c’è ancora, ovviamente: le frecciatine a politici e potenti non mancano. Ma è tutto oro quel che luccica?
Andando a scavare, si scopre come Striscia e il suo creatore Antonio Ricci abbiano svariati scheletri nell’armadio.
Esempio: Striscia mostra i tarocchi degli altri, ma non ha mai ammesso che il Gabibbo, il pupazzo rosso infeltrito, è una copia di non autorizzata di Big Red, mascotte della Western Kentucky University nata 27 anni fa, ben prima del Gabibbo. Riporta Wikipedia:
Nel 2003, la Western Kentucky University ha fatto causa a Mediaset-RTI e a Giochi Preziosi per 250 milioni di dollari, sostenendo che il pupazzo del Gabibbo fosse copiato dalla mascotte dell’università, di nome Big Red. La causa non è ancora conclusa, e viene portata avanti dalla Crossland Enterprises, la società americana che detiene i diritti di “Big Red”, congiuntamente con Adfra, la società italiana sublicenziataria. Big Red ha fatto il suo debutto ufficiale nella stagione 1979-1980 del campionato di basket ed è famoso non solo nel Kentucky ma in tutti gli Stati Uniti. Per tre volte gli è stato assegnato il premio “Key to Spirit”, dedicato alle mascotte delle squadre durante le gare della “Universal Cheerleading Association”. Pare che sia stato anche impiegato dalla rele televisiva ESPN per uno spot pubblicitario di successo.
Altro esempio: il botta e risposta tra Ricci e Bonolis, accusato di aver ospitato una sedicente medium a Domenica In, nonché i vari tarocchi di Wanna Marchi e gli altri: come mai Striscia non se la prende anche con Mediavideo, il televideo Mediaset, che pubblicizza ventiquattr’ore su ventiquattro maghi e maghetti?
Perché Striscia se la prende tanto con l’ipotetico transessuale al Grande Fratello? Se c’è un transessuale saranno fatti suoi, no? Cosa cambia? E che dire della “divertente” sequenza sul fatto che Zequila (o come si chiama) è, o sembra essere, gay? Credo stia cominciando a degenerare. Prendere in giro la sessualità altrui è l’anticamera dell’omofobia… e direi che non ce n’è ulteriore bisogno.
E perché Striscia mostra tette, culi e balletti provocanti durante una “fascia protetta” e il terrificante MOIGE non si lamenta, mentre fa storie per altre cose?
E perché Striscia condanna le risse in TV ma poi le ripropone integralmente, e addirittura le ricicla sostituendo ai volti dei protagonisti quelli di altri personaggi?
E perché Striscia, nella sua rubrica sui “gesti inconsapevoli” dei politici, appioppa sempre significati sessuali ai movimenti più innocenti come grattarsi il mento o sfiorarsi un occhio? Peraltro quella psicologa e psicoterapeuta dev’essere piuttosto sconosciuta se non viene praticamente mai nominata sul web…
E perché Striscia si diletta a far notare come le attrici e le modelle si siano rifatte e come siano brutte senza trucco, ma non fanno mai vedere i rifacimenti e le versioni senza trucco di Michelle Hunziker e delle varie veline che si sono avvicendate negli anni?
E perché Striscia non parla mai dell’evidente cartello degli operatori telefonici mobili?
E perché… ce ne sarebbero di perché da chiedersi!
Insomma, Striscia sarà anche un programma divertente e interessante, ma prendiamolo con le pinze. Forse ci vorrebbe un po’ di sana concorrenza, una specie di seconda Striscia che mostri i tarocchi della prima.
Ma del resto, la televisione è il riflesso di una nazione…
(Prima che qualcuno me lo chieda in un commento: come faccio a sapere che il Gabibbo è infeltrito? L’ho visto dal vivo in un carrello della spesa al Megalò… ed era pure sgonfio, nel senso che non c’era nessuno dentro. Agghiacciante, in un certo senso.)
Un pianeta insignificante
10 Febbraio 2006Sto assistendo a un litigio su #chieti – un canale IRC – tra due sedicenti fascisti, un omosessuale dichiarato e uno che sta dalla parte dell’omosessuale. Il litigio ha toccato un po’ tutto: campi di concentramento, razzismo, xenofobia, omofobia, berlusconi vs. comunisti e altre cose del genere.
Tra le frasi più allucinanti: “fosse per me aprirei un lager, al posto degli ebrei i negri” e “razza inferiore” (riferito agli omosessuali).
Poi si parla di Shoah, di tolleranza, di uguaglianza, di integrazione. Se questi fossero stati di fronte di persona si sarebbero presi a sprangate in faccia.
E ce n’è tanta, di gente così.
…E pensare che Aldrin disse che quando vedi la Terra dalla Luna, vedi un puntino blu in un universo infinito. Ti rendi conto di quanto siamo insignificanti, e di quanto sia stupido l’odio che ci porta a combattere contro noi stessi in nome del colore della pelle o di una bandiera o di un dio. Okay, forse non disse proprio così, ma il concetto era quello.
Pubblicato da Jollino
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