A volte essere utenti Mac è frustrante. Hai un computer fantastico, un sistema stupendo, ma chi scrive software commerciale o ti considera mesi e mesi dopo aver considerato chi usa Windows, o semplicemente non ti si fila proprio.
Esempio: Yahoo! Messenger. Guardate la differenza tra la versione per Windows, quella per Mac e quella per Unix.
Non è che io chieda molto, anzi francamente l’unica cosa che mi interessava era la chat vocale, ma adesso c’è Skype. Però è fastidioso che la versione per Mac di Y!M non sia stata aggiornata dal 2003. Ho il sentore che Y!M per Mac sia stato abbandonato, ed è un peccato perché a quanto pare gli internauti statunitensi tengono molto in considerazione Yahoo! come società, e Yahoo! in questo modo non ci fa una bella figura. Sembra dire: “Ci spiace, ma il mondo Mac è un pesce troppo piccolo per i nostri gusti”, non rendendosi conto che l’utente Mac è per natura più attratto dalle cose ben fatte che non l’utente Windows.
Tre anni fa avviai addirittura una petizione per chiedere queste funzionalità. Fu firmata da 2386 persone di tutto il mondo, e ancora oggi continua a raccogliere firme. L’indirizzo e-mail che usai per pubblicarla non funziona più, ma ricordo di aver contattato Yahoo! varie volte in merito, mostrando ogni volta le firme. La risposta era sempre la stessa: “Non sappiamo se e quando aggiorneremo Yahoo! Messenger per Mac”.
Adesso la situazione è ancora più dura: Y!M per Mac è scritto addirittura in Carbon, tant’è vero che lo stesso binario gira anche su OS 9 (e forse addirittura 8.6) con CarbonLib, quindi probabilmente è stato compilato con CodeWarrior. Questo non solo significa che su un Mac Intel gira in emulazione Rosetta, ma anche che farne un Universal Binary è estremamente complicato e probabilmente si fa prima a riscriverlo da capo. Un documento di Apple sull’argomento è reperibile qui (è particolarmente illuminante la sezione “Applications”).
Prima ho nominato Skype. Nel caso qualcuno non lo conoscesse ancora, è il programma che ha davvero portato alle masse la telefonia su internet. Permette di effettuare chiamate gratis da computer a computer, e di chiamare telefoni “veri” in tutto il mondo a prezzi irrisori. Ha avuto molto successo perché, per qualche strano mistero, funziona sempre, anche dietro strane configurazioni di router e firewall (ok, non c’è nessun mistero; è basato su un sistema peer-to-peer).
Anche Skype è disponibile per Windows, Mac e Linux (non Unix in generale, sembra), e addirittura per i palmari PocketPC. Tutto perfetto? No, purtroppo.
Come facilmente intuibile, anche i nostri amici estoni che hanno prodotto Skype preferiscono dedicarsi a Windows. Comprensibili ragioni di marketing? Forse, ma così si perdono la fiducia (e i soldi) di chi Windows non lo usa.
Tanto per fare un esempio, Skype per Windows supporta anche le videochiamate, e l’ultima versione è stata rilasciata il 16 marzo 2006. Skype per Mac invece non supporta la videoconferenza (ma ha un widget pressoché inutile e delle animazioni che non solo sono inutili ma sono anche snervanti) e l’ultima versione risale al 10 gennaio 2006. Skype per Linux è messo ancora peggio: a quanto sembra non supporta nemmeno la segreteria telefonica (che per inciso è un servizio a pagamento), e la sua ultima versione risale al 25 ottobre 2005. Per quanto riguarda Skype su PocketPC, lascio a voi il compito di vedere com’è messo, se vi interessa.
Sul forum di Skype dedicato a OS X i post in cui si chiedevano informazioni sullo stato di Skype 2.0 (con video) per Mac non si contano più. Addirittura si è formata una specie di thread di raccolta che è costantemente in crescita, al punto che è sempre tra i primi thread nella lista del forum stesso. E il primo post di questo thread risale al 1° dicembre 2005.
Oggi, un tale Jaanus ha ritenuto opportuno scrivere una breve nota sull’argomento sul blog chiamato Share Skype.
Un tizio anonimo gli chiedeva qualche informazione in più di qualsiasi tipo, anche un “ci vorranno minimo altri sei mesi”, ma il nostro eroe estone ha preferito rispondere che se ci mettono tempo è perché vogliono che sia perfetto. A parte che finora non si sono fatti molti problemi nel rilasciare versioni di Skype alquanto imperfette (e non solo quando era dichiaratamente in beta), ma una risposta del genere è una presa in giro. Già molte persone si sono allontanate da Skype per i motivi più disparati (perché è un sistema proprietario, perché la qualità delle chiamate verso i telefoni veri non è proprio eccelsa, perché certe volte crasha e si porta appresso la lista dei contatti e così via), e sono certo che non sono pochi quelli che sarebbero tentati di far ritorno a Skype proprio per la funzionalità video, che è un po’ il problema principale della comunicazione tra utenti Mac e Windows (non voglio nemmeno parlare dei problemi che hanno iChat AV e AIM, la settimana scorsa ho passato ore e ore a smanettare sul router e al massimo sono riuscito ad avere una audioconferenza, ma di video manco a parlarne).
Non dare nessuna indicazione sui tempi – anche generica, anche da rimandare all’infinito come fa Microsoft con il suo Windows Vista – rischia di essere un boomerang. Se un concorrente di Skype, per esempio Gizmo dovesse cominciare a supportare il video contemporaneamente sia su Mac che su Windows, si verrebbe a creare il famigerato effetto Osborne. Certo, probabilmente Skype sopravviverebbe con tutti gli utenti Windows che nemmeno sanno cos’è il protocollo SIP e che non conoscono nessun utente Mac, ma sarebbe una bella batosta.
Ovviamente sto un po’ esagerando, ma una cosa è certa: gli utenti Mac non hanno più tanta pazienza, perché ormai il Mac non è più un sistema per i grafici, non è più un sistema di nicchia e soprattutto perché non sta scritto da nessuna parte che chi usa Mac voglia essere trattato come un utente di seconda categoria.
Una frase apparsa sul New York Times il 26 novembre 1991 diceva: “I computer DOS prodotti da aziende come IBM, Compaq, Tandy e milioni di altre sono certamente le più popolari, con circa 70 milioni di macchine utilizzate in tutto il mondo. I fan dei Macintosh, d’altro canto, possono far notare che gli scarafaggi sono certamente più numerosi degli umani, e che i numeri da soli non denotano una forma di vita superiore”.
In altre parole: “mangiate merda, miliardi di mosche non possono sbagliarsi!”.