Quando la politica arriva su IRC

31 Marzo 2006

Giorni fa ero su #italia su IRCNet per motivi che non sto a spiegare (se dico “bot a rete neurale” qualcuno capisce?), quando mi sono imbattuto in una discussione/ligio su destra contro sinistra. A dirla tutta erano tanti di destra contro uno solo di sinistra, — peraltro minorenne, quindi uno che non può nemmeno votare — e sono rimasto a dir poco allibito.
Non è questione di avere idee diverse, perché quello è normale ed è giusto: qui si insulta gratuitamente chi la pensa diversamente! (Nota: penserei la stessa cosa anche se fosse sta una schiera di “comunisti” a insultare un “moderato di centrodestra”.)
Quello che più mi ha colpito è stata l’omofobia estrema, addirittura contro persone, come Alessandro Cecchi Paone, che è simpatizzante del centrodestra stesso.
Per il resto mi astengo dal commentare, anche se ce ne sarebbe da dire (ok non mi trattengo: se questo governo è durato 5 anni è stato solo perché ha ceduto ai continui ricatti di chi minacciava di andarsene se non vedeva realizzati i suoi scopi — esempio: la ‘devoluscion’ di quei bei ministri della Repubblica che insultano la Repubblica stessa bruciandone le bandiere).

Siamo uno strano popolo. Voglio vedere se almeno l’affluenza alle urne il 9 e il 10 aprile sarà quantomeno decente, a prescindere da chi risulterà vincitore.

[13:43:22] <tesoro> In Italia c sono molti comunisti mangiabambini,,,,,,,,
[13:43:38] <tesoro> è difficile vincere le elezioni
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Anti-Silvio

28 Marzo 2006

Insomma forse voi cari lettori del mio blog non sapete per chi voterò io, ma di sicuro sapete per chi vorrei che non votasse nessuno. Nel caso qualcuno si stesse chiedendo “ma perché no?”, segnalo l’ottimo e interessante sito chiamato In video veritas


Addio, tartaruga bicentenaria

23 Marzo 2006

In India è morta una tartaruga di 255 anni.
Per fortuna gli esseri umani non vivono così a lungo. A parte i politici…


Mac di seconda scelta

23 Marzo 2006

A volte essere utenti Mac è frustrante. Hai un computer fantastico, un sistema stupendo, ma chi scrive software commerciale o ti considera mesi e mesi dopo aver considerato chi usa Windows, o semplicemente non ti si fila proprio.

Esempio: Yahoo! Messenger. Guardate la differenza tra la versione per Windows, quella per Mac e quella per Unix.
Non è che io chieda molto, anzi francamente l’unica cosa che mi interessava era la chat vocale, ma adesso c’è Skype. Però è fastidioso che la versione per Mac di Y!M non sia stata aggiornata dal 2003. Ho il sentore che Y!M per Mac sia stato abbandonato, ed è un peccato perché a quanto pare gli internauti statunitensi tengono molto in considerazione Yahoo! come società, e Yahoo! in questo modo non ci fa una bella figura. Sembra dire: “Ci spiace, ma il mondo Mac è un pesce troppo piccolo per i nostri gusti”, non rendendosi conto che l’utente Mac è per natura più attratto dalle cose ben fatte che non l’utente Windows.
Tre anni fa avviai addirittura una petizione per chiedere queste funzionalità. Fu firmata da 2386 persone di tutto il mondo, e ancora oggi continua a raccogliere firme. L’indirizzo e-mail che usai per pubblicarla non funziona più, ma ricordo di aver contattato Yahoo! varie volte in merito, mostrando ogni volta le firme. La risposta era sempre la stessa: “Non sappiamo se e quando aggiorneremo Yahoo! Messenger per Mac”.
Adesso la situazione è ancora più dura: Y!M per Mac è scritto addirittura in Carbon, tant’è vero che lo stesso binario gira anche su OS 9 (e forse addirittura 8.6) con CarbonLib, quindi probabilmente è stato compilato con CodeWarrior. Questo non solo significa che su un Mac Intel gira in emulazione Rosetta, ma anche che farne un Universal Binary è estremamente complicato e probabilmente si fa prima a riscriverlo da capo. Un documento di Apple sull’argomento è reperibile qui (è particolarmente illuminante la sezione “Applications”).

Prima ho nominato Skype. Nel caso qualcuno non lo conoscesse ancora, è il programma che ha davvero portato alle masse la telefonia su internet. Permette di effettuare chiamate gratis da computer a computer, e di chiamare telefoni “veri” in tutto il mondo a prezzi irrisori. Ha avuto molto successo perché, per qualche strano mistero, funziona sempre, anche dietro strane configurazioni di router e firewall (ok, non c’è nessun mistero; è basato su un sistema peer-to-peer).
Anche Skype è disponibile per Windows, Mac e Linux (non Unix in generale, sembra), e addirittura per i palmari PocketPC. Tutto perfetto? No, purtroppo.
Come facilmente intuibile, anche i nostri amici estoni che hanno prodotto Skype preferiscono dedicarsi a Windows. Comprensibili ragioni di marketing? Forse, ma così si perdono la fiducia (e i soldi) di chi Windows non lo usa.
Tanto per fare un esempio, Skype per Windows supporta anche le videochiamate, e l’ultima versione è stata rilasciata il 16 marzo 2006. Skype per Mac invece non supporta la videoconferenza (ma ha un widget pressoché inutile e delle animazioni che non solo sono inutili ma sono anche snervanti) e l’ultima versione risale al 10 gennaio 2006. Skype per Linux è messo ancora peggio: a quanto sembra non supporta nemmeno la segreteria telefonica (che per inciso è un servizio a pagamento), e la sua ultima versione risale al 25 ottobre 2005. Per quanto riguarda Skype su PocketPC, lascio a voi il compito di vedere com’è messo, se vi interessa.
Sul forum di Skype dedicato a OS X i post in cui si chiedevano informazioni sullo stato di Skype 2.0 (con video) per Mac non si contano più. Addirittura si è formata una specie di thread di raccolta che è costantemente in crescita, al punto che è sempre tra i primi thread nella lista del forum stesso. E il primo post di questo thread risale al 1° dicembre 2005.

Oggi, un tale Jaanus ha ritenuto opportuno scrivere una breve nota sull’argomento sul blog chiamato Share Skype.
Un tizio anonimo gli chiedeva qualche informazione in più di qualsiasi tipo, anche un “ci vorranno minimo altri sei mesi”, ma il nostro eroe estone ha preferito rispondere che se ci mettono tempo è perché vogliono che sia perfetto. A parte che finora non si sono fatti molti problemi nel rilasciare versioni di Skype alquanto imperfette (e non solo quando era dichiaratamente in beta), ma una risposta del genere è una presa in giro. Già molte persone si sono allontanate da Skype per i motivi più disparati (perché è un sistema proprietario, perché la qualità delle chiamate verso i telefoni veri non è proprio eccelsa, perché certe volte crasha e si porta appresso la lista dei contatti e così via), e sono certo che non sono pochi quelli che sarebbero tentati di far ritorno a Skype proprio per la funzionalità video, che è un po’ il problema principale della comunicazione tra utenti Mac e Windows (non voglio nemmeno parlare dei problemi che hanno iChat AV e AIM, la settimana scorsa ho passato ore e ore a smanettare sul router e al massimo sono riuscito ad avere una audioconferenza, ma di video manco a parlarne).
Non dare nessuna indicazione sui tempi – anche generica, anche da rimandare all’infinito come fa Microsoft con il suo Windows Vista – rischia di essere un boomerang. Se un concorrente di Skype, per esempio Gizmo dovesse cominciare a supportare il video contemporaneamente sia su Mac che su Windows, si verrebbe a creare il famigerato effetto Osborne. Certo, probabilmente Skype sopravviverebbe con tutti gli utenti Windows che nemmeno sanno cos’è il protocollo SIP e che non conoscono nessun utente Mac, ma sarebbe una bella batosta.
Ovviamente sto un po’ esagerando, ma una cosa è certa: gli utenti Mac non hanno più tanta pazienza, perché ormai il Mac non è più un sistema per i grafici, non è più un sistema di nicchia e soprattutto perché non sta scritto da nessuna parte che chi usa Mac voglia essere trattato come un utente di seconda categoria.

Una frase apparsa sul New York Times il 26 novembre 1991 diceva: “I computer DOS prodotti da aziende come IBM, Compaq, Tandy e milioni di altre sono certamente le più popolari, con circa 70 milioni di macchine utilizzate in tutto il mondo. I fan dei Macintosh, d’altro canto, possono far notare che gli scarafaggi sono certamente più numerosi degli umani, e che i numeri da soli non denotano una forma di vita superiore”.
In altre parole: “mangiate merda, miliardi di mosche non possono sbagliarsi!”.


Presidente del consiglio

8 Marzo 2006

Guardate questo video con protagonista il nostro attuale presidente del consiglio. Dura qualche minuto. Guardatelo.

Aggiornamento: il video è stato tolto da quel sito, ma potete trovarlo qui oppure qui.


Giornata Mondiale delle Donne

8 Marzo 2006

È di nuovo l’otto marzo: la festa della donna, la gioia dei fiorai, la felicità degli studenti che piazzano strategicamente l’assemblea d’istituto.
Otto marzo, giorno in cui tutte le donne si sentono un po’ speciali e se la ridono quando l’uomo di turno torna a casa con un rametto di mimosa.

Fate un’esperimento: chiedete a qualcuno – donna o uomo che sia – perché l’otto marzo è “la festa della donna”. Quanti lo sanno?

L’8 marzo 1857 le donne che lavoravano nelle fabbriche di tessuti di New York protestarono per le basse condizioni di lavoro e per gli ancor più infimi salarî, ma furono attaccate e disperse dalla polizia. Due anni dopo queste stesse donne fondarono il loro primo sindacato.

Tra gli altri eventi commemorati l’8 marzo c’è anche l’incendio della Triangle Shirtwaist Factory di New York, avvenuto il 25 marzo 1911, in cui perdettero la vita 146 donne: 91 per le fiamme e 54 in conseguenza alle cadute – molte di loro, nel panico, si gettarono dalla finestra.
L’incendio fu conseguenza delle condizioni di lavoro tipiche del tempo: i tessuti infiammabili erano stipati in tutta l’area della fabbrica invece che in magazzini appositi, era permesso fumare nell’area di lavoro, l’illuminazione era fornita soltanto dalle lampade a gas e non c’erano estintori, il tutto per turni da 14 ore al giorno e per un salario di 6-10 dollari alla settimana.

In generale, l’otto marzo è una giornata dedicata alla donna e alla sua emancipazione, non necessariamente in senso femminista-estremista; non a caso, il nome ufficiale della giornata è International Women’s Day, e nelle altre lingue il suo nome ricalca il modello anglofono – che parla proprio di giorno o di giornata. In catalano si chiama Dia de la Dona Treballadora, in tedesco Internationaler Frauentag, in esperanto Internacia Tago de Virinoj (oppure virina tago), in francese Journée internationale des Femmes, in olandese Internationale Vrouwendag, in norvegese Internasjonale kvinnedagen, in portoghese Dia Internacional da Mulher, in svedese Internationella kvinnodagen.

Presumo che anche nelle altre lingue che non conosco abbastanza la traduzione sia la stessa, mentre in italiano si chiama Festa della donna.
Personalmente lo trovo un nome sbagliato. D’accordo, le donne festeggiano per i progressi sociali ottenuti, ma si celebrano anche eventi tragici avvenuti in passato come quelli che ho brevemente indicato prima. Le due cose si bilanciano, e “Giornata Mondiale della Donna” sarebbe più adatto, perché si aggiungerebbe anche un riferimento al fatto che non tutte le donne del mondo hanno ottenuto condizioni di vita e di lavoro migliori rispetto al passato. Penso alla schiavitù tutt’ora presente in alcuni Paesi dell’Africa e del Medio Oriente (ricordate la petizione per fermare la lapidazione di Amina?), ma anche alle ragazze dell’est europeo che vengono portate da noi con la promessa di un lavoro e poi sono costrette a prostituirsi.

Insomma, da festeggiare c’è poco ma da fare c’è tanto.
Ricordiamocelo, invece di regalare mimose che durano meno di una settimana.

Viva le donne!


Nessuno tocchi l’embrione

1 Marzo 2006

Riporta La Repubblica:

Jean-Marie Le Menè è membro della Pontificia accademia per la vita e nel corso della tavola rotonda che ha concluso il convegno internazionale sull’embrione umano svoltosi Oltretevere, non ha usato giri di parole in vista della politiche del mese prossimo. “Votare a favore di un candidato le cui convinzioni non sono rispettose dell’embrione – ha detto – costituisce una complicità con l’omicidio di quest’embrione, e quindi una grave mancanza di carità”.

Se votare per cose come lo studio sulle staminali e per il miglioramento della possibilità di avere successo nella fecondazione assistita è omicidio, vorrei chiedere a questo Le Menè come si può definire l’insistenza contro l’uso del preservativo da parte della santa chiesa cattolica romana (soprattutto santa). Vogliamo parlare di quanti malati di AIDS ci sarebbero in meno in Africa?
(E sentir accusare di omicidio l’esponente di una religione che mise su una cosa agghiacciante come la santa Inquisizione – soprattutto santa un’altra volta – mi fa venire i brividi. Sono probabilmente monotono nel riferirmi all’Inquisizione, ma è una cosa che dovrebbe far pensare questi cardinalivescovipretipapi prima di lanciare anatemi.)

Quello che mi dà fastidio non è tanto che questa gente che ha fatto voto di dedicarsi alla sua religione metta il naso nella politica, quanto il fatto che la politica si faccia piegare da loro. Ma dipende dalla gente, probabilmente, che si professa cattolica ma poi cattolica non è (fate questo esperimento: chiedete a qualcuno se è cattolico, e poi chiedetegli se va a messa; se risponde “sono cattolico non praticante” non è cattolico, il cattolicesimo prevede esplicitamente che si partecipi costantemente alle funzioni).

Svegliamoci gente, svegliamoci. Mettiamo da parte l’ipocrisia e pensiamo alla scienza, che le divinità hanno altro da fare che curare chi è malato. È per questo che abbiamo i medici. Diamogli la possibilità di fare il loro lavoro.