“I Boschi della Luna”, di Giuseppe Festa

15 Ottobre 2006

“I Boschi della Luna” è il primo romanzo di Giuseppe Festa, voce e cuore dei Lingalad, è stato pubblicato da Larcher Editore all’inizio di settembre 2006 ed è andato esaurito nel giro di un paio di settimane.
Subito ristampato, è tutt’ora disponibile direttamente presso l’autore, che ve lo spedirà personalmente a casa.

La quarta di copertina recita:

Che cosa accadrebbe se, all’improvviso, la civiltà moderna fosse privata dalle sue fonti di energia? La nostra vita precipiterebbe davvero nel Caos e nella barbarie? Con ogni probabilità, sì. Ma oltre il baratro potrebbero svelarsi prospettive sorprendenti. Forse la nostra dipendenza dalla tecnologia potrebbe rivelarsi più superficiale di quanto normalmente ammetteremmo; forse il rinnovato contatto con la Natura ci farebbe riscoprire il senso del magico e del meraviglioso a cui il mondo tecnologico ci ha disabituato e che potremmo ritrovare tra i Boschi della Luna. [...]

Il romanzo narra la storia di Jari, un ragazzo di diciassette anni che, di fronte una crisi energetica di proporzioni enormi – presumibilmente mondiali – e spinto anche dall’amore che suo padre, quando era in vita, provava per la Natura, capisce che l’unica cosa da fare per sopravvivere è tornare nel paese dei suoi nonni e ricominciare a vivere a contatto con i boschi, con gli animali e con spirito di collaborazione con gli altri.
L’area geografica in cui hanno luogo gli avvenimenti resta ignota, ma è presumibile che si tratti dell’Europa centro-settentrionale.

“I Boschi della Luna” non è un romanzo fantasy, tuttavia l’eco della passione dell’autore (autore dell’album Voci dalla Terra di Mezzo) per i mondi “pre-moderni” è percepibile.
Si tratta piuttosto di una storia naturalista, che mette in evidenza, anche attraverso gli occhi di un eremita dei boschi, come nella realtà stiamo distruggendo il nostro stesso pianeta: uccidere un cervo per sfamarsi è lecito, ucciderli per sport (come amano dire alcuni cacciatori) è una barbarie inutile, per non parlare del cemento che invade ogni angolo delle città, dell’inquinamento che appesantisce l’aria, del petrolio che è agli sgoccioli mentre la nostra “civiltà”, ottusamente e pur avendone le possibilità tecniche e le capacità scientifiche, continua a non guardare seriamente a delle alternative più sostenibili.

Al contrario di altri titoli, non necessariamente letterari, sullo stesso argomento (vedi per esempio The day after tomorrow), “I Boschi della Luna” glissa sulle cause della catastrofe energica, concentrandosi piuttosto sulla sopravvivenza durante il black-out e sul riscatto dell’essere umano.
In questo senso, chi si aspetta relazioni precise sul perché della situazione in cui si trovano i protagonisti, o descrizioni dettagliate degli atti di sciacallaggio nelle città, o una conta precisa dei morti si troverà un po’ deluso. È comunque possibile che in futuro l’autore, o qualcuno autorizzato da lui, ne scriva un prequel.
Vi sono, d’altro canto, dei bellissimi passaggi non fondamentali per la storia, come il conteggio dei baci che Jari deve a Lisa, o il goliardico riferimento alle “olive” di Ivo, il ragazzo introverso che diventerà il migliore amico del protagonista.

L’opera, dal punto di vista narrativo, è molto lineare e facile da leggere, salvo alcuni repentini salti nel punto di vista che – a mio modestissimo avviso – sarebbero stati resi meglio aprendo un nuovo capitolo, cosa che forse avrebbe anche incrementato la scorrevolezza della storia.
Volendo trovare un altro piccolo neo – nella speranza che Giuseppe non me ne voglia troppo a male! -, personalmente non sono stato entusiasta dell’ultimo capitolo: nel resto del libro l’autore si tiene in disparte, ma nelle ultime pagine sembra che parli in prima persona per ribadire che stiamo maltrattando il pianeta. Non che sia sbagliato scriverlo chiaramente, ma a me è sembrato che stonasse un po’.
[Aggiornamento: si tratta di un appunto esclusivamente stilistico e soggettivo, nel senso che a me è parso che venissero descritti esplicitamente i pensieri di Giuseppe piuttosto che la conclusione del cammino psicologico di Jari, un po' come faceva, a volte, il Manzoni nei "Promessi Sposi". Accade soltanto nell'ultimo capitolo, ed è per questo che, a mio avviso, stride un po'.]

Ciononostante, lo raccomando caldamente a chiunque, come Giuseppe e come Jari, spesso sognano un mondo più rispettoso della Terra, in cui quegli strani umani vivano insieme al pianeta e non contro di esso.

I fan dei Lingalad, tra l’altro, si accorgeranno di aver già sentito alcuni dei titoli dei capitoli… ma questo lo lascio scoprire a voi.

Potete leggere una breve descrizione del libro su questa pagina sul sito dei Lingalad, dove potete anche trovare un PDF con i primi tre capitoli del libro.

Noi non possediamo la freschezza dell’aria e la lucentezza dell’acqua. È l’uomo che appartiene alla terra, non viceversa. L’uomo non tesse la trama della vita, egli è semplicemente un filo di essa.

— “I Boschi della Luna”, pag. 147


E questi sarebbero testi sacri?

13 Ottobre 2006

Riporto alcuni brani della Bibbia e del Corano che forse non tutti conoscono. I crediti vanno tutti a utopia.it, da cui li ho trascritti.

 

Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.

(1-Timoteo 2, 12)

La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell’immondezza mestruale. Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda.

(Levitico 15, 25)

Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.

(Corano – Sura IV, 34)

Com’è vero ch’io vivo – parola del Signore Dio – io regnerò su di voi con mano forte, con braccio possente e rovesciando la mia ira.

(Ezechiele 20, 33)

Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico”.

(Levitico 21, 17)

Qualora [...] un uomo o una donna [...] serva altri dèi e si prostri davanti a loro, [...] farai condurre alle porte della tua città quell’uomo o quella donna che avrà commesso quell’azione cattiva e lapiderai quell’uomo o quella donna, così che muoia.

(Deutoronomio 17, 2 e seguenti)

Proclamate questo fra le genti: chiamate alla guerra santa, incitate i prodi, vengano, salgano tutti i guerrieri. Con le vostre zappe fatevi spade e lance con le vostre falci

(Gioele 4, 9)

Dice il Signore Dio: Com’è vero ch’io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; darò in pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste…

(Ezechiele 33, 27)

…si burlarono di lui dicendo: “Vieni su, pelato; vieni su, calvo!”. Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.

(2-Re 2, 23)

Il Signore disse a Mosè:
“Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, poi sarai riunito ai tuoi antenati”. Marciarono dunque contro Madian come il Signore aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi. Uccisero anche, oltre i loro caduti, i re di Madian Evi, Rekem, Sur, Ur e Reba cioè cinque re di Madian; uccisero anche di spada Balaam figlio di Beor. Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e depredarono tutto il loro bestiame, tutti i loro greggi e ogni loro bene; appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro attendamenti e presero tutto il bottino e tutta la preda, gente e bestiame.

(Numeri 31, 1)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.

(Luca 23, 44 — Peccato che un’eclissi solare duri circa 7 minuti e mezzo)

Non vedono sopra di loro gli uccelli spiegare e chiudere le ali?
Chi li trattiene dal cadere? Il Clemente [Allah] che vede ogni cosa.

(Corano – Sura LXVII, 19)

…gli astri cadranno dal cielo…

(Matteo 24, 29)

Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani

(Matteo 6, 31)

Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto.

(Isaia 65, 20)

Consideri scorie tutti gli empi della terra, perciò amo i tuoi insegnamenti.

(Salmo 119, 119)

Allah fu contento dei Credenti… Li ricompensò pure con molto bottino da prendere.

(Corano – Sura XLVIII, 19)

Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.

(1-Corinzi 11, 3)

Il re ordinò ai sacerdoti, figli di Aronne, di offrirli in olocausto sull’altare del Signore. Scannarono i giovenchi, quindi i sacerdoti ne raccolsero il sangue e lo sparsero sull’altare. Scannarono gli arieti e ne sparsero il sangue sull’altare.

(2-Cronache 29, 21)

Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo; ha violato la mia alleanza”

(Genesi 17, 14)

…ti pregheranno rivolti verso la città che ti sei scelta e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome [Gerusalemme], ascolta dal cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia

(1-Re 8, 44)

Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?
La chioma le è stata data a guisa di velo.

(1-Corinzi 11, 13)

[Dio] Mangerai questo cibo… che cuocerai sopra escrementi umani davanti ai loro occhi…
Esclamai: “Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato!… né mai è entrato nella mia bocca cibo impuro”. Egli (Dio) mi rispose: “Ebbene, invece di escrementi umani ti concedo sterco di bue; lì sopra cuocerai il tuo pane”.

(Ezechiele 4, 12)

Alla fornicatrice e al fornicatore applicate cento colpi di frusta per ciascuno, senza lasciarvi prendere da pietà nell’eseguire la legge di Dio, se veramente credete in lui e nella vita futura.

(Corano – Sura XXIV, 2)

C’è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente! Egli infatti dice a Mosè: Userò misericordia con chi vorrò, e avrò pietà di chi vorrò averla.

(Lettera ai Romani 9, 14)

Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

(Giacomo 4, 4)

 

 

E tanto per portare uno dei tanti esempi di manipolazione…

Prima (Bibbia edizioni Paoline, 1969):
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Dopo (Bibbia CEI, 1974):
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(2-Samuele 12, 14)


Sulle K

11 Ottobre 2006

Trascrivo integralmente un post di Giancarlo Pillan sul newsgroup it.cultura.linguistica.italiano risalente al 28 ottobre 2002, ancora attualissimo e con cui mi trovo perfettamente d’accordo. Tenete presente che, all’epoca, l’orrenda mania di scrivere “nn” al posto di “non” non si era ancora diffuso.

sigbrando:
secondo voi qual è il futuro della grafia “chattiana” che sostituisce le C dure con le K, i per con i x, i più con i +, ecc. per intendersi quella che usa Darik.

Ammetto di non aver letto tutte le numerose risposte a questa domanda, quondi mi scuso se ripeterò qualcosa di già scritto da altri.

Innanzitutto questo linguaggio “contratto” esisteva già molto prima che mascessero telefonini e PC. Da ragazzini lo inventavamo ed usavamo per divertimento: quasi una specie di “crittografia” alle medie.

Chi oggi scrive gli SMS in questo linguaggio contratto per risparmiare battute significa che ha ancora uno di quei vecchi telefonini che non avevano il T9. Per usare le contrazioni occorre disabilitare il T9 e disabilitandolo si batte molto di più (circa il doppio) di quel che si risparmia (un quarto o anche meno).
Danneggia un po’ l’immagine di quelli che vorrebbero apparire sempre aggiornatissimi, con l’ultima meraviglia tecnologica in mano.

Nel caso della scrittura al PC il risparmio è avvertibile solo per quelli che digitano con un solo dito, non certo per chi usa due mani. Questi ci mettono di più a pensare alle contrazioni che a battere la parola intera. Sono quelli che per mettere una maiuscola cancellano e riscrivono l’intera parola, tanto il gesto è automatico.

Esiste una terza possibilità: i ragazzini che lo fanno per divertimento.
Per rispondere alla domanda originale, il futuro di questa “grafia” è uguale al suo passato: continuerà ad esistere perché continueranno ad esistere i ragazzini.

Riassumendo, se mi trovo a leggere un testo contratto cerco di classificare il mittente tra: poveraccio con un vecchio telefonino, handicappato nell’uso della tastiera, ragazzino fiero di dimostrarlo. Potrei sbagliarmi alla grande, magari mi sta scrivendo uno stimatissimo scienziato o poeta, ma tipicamente ci azzecco.

Infine, sulla serietà dell’uso di “k” per il suono duro (ovvero che risolve i casi /chi e /che) potrei anche essere d’accordo in linea di principio se fosse accompaganta da anaolga situazione per /ghi e /ghe. Insomma per una scrittura che rappresenti ancor più accuratamente la pronuncia. Anni fa, discutendo appunto di scrittura fonetica, scoprii alcuni siti di movimenti che, apparentemente con ragioni da vendere, propongono una completa rivoluzione della scrittura inglese nella direzione di scriverlo foneticamente. Poiché mi pare che, seppur ragionevole, l’auspicata riforma non prenderà mai piede, a maggior ragione una riforma della scrittura dell’italiano è destinata a fallire. A maggior ragione perché non c’è dietro un progetto serio e non c’è quel gran vantaggio che invece si può osservare per la scrittura inglese, ormai ben lontana dalla pronuncia.