Sostegno per Lino Banfi

18 Novembre 2006

A quanto pare i cattolici sono nel panico perché la RAI ha prodotto una fiction in cui, per riassumere, Lino Banfi impersona un padre che va in Spagna a trovare sua figlia e scopre non solo che è lesbica, ma che è anche sposata con una donna.
Inutile dire che si è sollevato il putiferio. Non sia mai! In prima serata due donne che si amano (anche se dubito fortemente che ci sia alcunché di esplicito), poveri bambini!

Ma questa gente si guarda mai allo specchio? Come si può essere così ipocriti? Perché dobbiamo ostinarci a vivere come nel Medioevo, quando qualsiasi cosa non ortodossa, se vogliamo dire così, era da bollare come sbagliata?

Che senso ha rifiutare una cosa che comunque esiste? Soprattutto, perché dà tanto fastidio? Io sono eterosesssuale, e se due persone omosessuali si amano non mi dà fastidio. Sarebbe stupido se mi desse fastidio: a me che importa? Mettere la testa sotto la sabbia non cambia niente, anzi, fomenta l’odio. Chi ci guadagna?

Il cattolicesimo è piuttosto incapace di fare il suo stesso interesse: non è facendosi odiare dagli omosessuali che toglierà di mezzo quello che esso considera un problema, perché l’omosessualità non scomparirà in alcun caso (anche perché, semplicemente, non è un problema), e anzi, si farà odiare anche dagli eterosessuali laici, o comunque di vedute più tolleranti di quella che si proclama unica vera religione, che si scoprono sempre più anticattolici.
La chiusura mentale del cattolicesimo è una piaga per tutti, anche perché la laicità dello Stato Italiano è praticamente soltanto nominale: perché non passa una legge per i PACS? Perché il Vaticano vuole che ci si sposi (in chiesa, possibilmente). Perché la legge sul testamento biologico ci metterà anni per passare, se mai passerà? Perché la santa chiesa cattolica apostolica romana vuole che non si uccida qualcuno che è clinicamente già morto. Fantastico.

Smettiamola di farci prendere in giro. Io sono cittadino italiano, non cittadino vaticano. Non riconosco il cattolicesimo, e come me tantissime persone. Perché si vergognano? Perché fanno ancora battezzare i figli se loro stessi non partecipano mai alle messe? Per tradizione? Le tradizioni dimenticate sono delle zavorre. E le zavorre non fanno bene a nessuno.

Ma per tornare sull’argomento iniziale, smettiamola di considerare l’omosessualità come un comportamento cotro natura. È dimostrato che anche tra gli animali l’omosessualità è frequente (vedi qui, qui e qui), anche se immagino che questo non sia tenuto in considerazione dagli ultrafondamentalisti creazionisti.

Nell’antica Grecia e nell’antica Roma molte persone erano apertamente bisessuali, basti pensare a Saffo o a Catullo. Siamo tornati indietro di due millenni. Francamente non capisco perché l’omosessualità o la bisessualità di una persona debba dare fastidio a un eterosessuale (e lo dico da eterosessuale!).

Trovo ironico come si parli tanto di tolleranza, e poi ci si ritrova a protestare per una fiction “scomoda” invece di dire “finalmente, qualcuno dimostra che giudicare le persone sulla base della sessualità è stupido tanto quanto farlo in base al colore della pelle o della religione”.
Ah, già, la religione.

Aggiornamento: sul blog di Pennarossa c’è l’indirizzo del sito attraverso cui comunicare alla RAI che invece il programma va messo in onda. C’è anche il testo già pronto, basta fare copia e incolla. Fatelo.


Aggiornamenti sparsi

9 Novembre 2006

Mentre i miei denti, in particolare l’ottavo inferiore sinistro (dal mio punto di vista, destro per la mia dentista), si diverte a farmi stare come avevo felicemente dimenticato che si potesse stare, mi godo il mio iMac che tra pochi giorni compirà un mese.
Mi appassiono al video in alta definizione, faccio astrusi progetti di diventare un regista di cortometraggi (tutta una scusa per giustificare il mio interesse, puramente teorico, nelle macchine da presa HD), scrivo un sistema di gestione centralizzata di bookmark basata sui tag (lo so che c’è del.icio.us ma mi piace reinventare la ruota, e poi non è proprio uguale) e medito sulla fine del mondo. Ma sì, insomma, diciamocelo, non si sa mai.
Anche la società segr^H^H^H^HESCdd:q!

Amo la voce di Sarah Brightman, ma proprio tanto. La amo un po’ meno quando canta in italiano perché, come si dice, “nzi po sindì” (non si può sentire), ma nessuno è perfetto, dicono.
E così mentre le giornate si accorciano e la mia gloriosissima A70 ha serî problemi visivi, nel senso che il sensore è passato a miglior vita, e cerco nei negozi una A540 che non costi come un quarto di una 400D, c’è Johnny Cash che cita i Nine Inch Nails (ma dov’è andato a finire il mondo?) e c’è Saddam che viene condannato a morte, mentre l’Iraq cade sempre più in una guerra civile. I Guns’n'Roses si chiedevano cosa ci fosse di tanto civile in una guerra, cadendo in una retorica di fiele.

Le giornate si accorciano, le temperature restano alte, Art Bell e Whitley Streiber se la rideranno quando finiremo come i mammuth (ci avete mai pensato che i cambiamenti climatici possono essere davvero repentini? Un animale morto congelato con il cibo in bocca è evidentemente colto di sorpresa, altrimenti invece di ingozzarsi scapperebbe…), mentre gli Inuit si preparano ad allargare il loro vocabolario per definire i vari tipi di neve (lo so che è una leggenda metropolitana, ma da linguista sghignazzo pensando alla tesi di Sapir-Whorf) e sul mio nuovo tappetino per il topo c’è un orso bianco spaparanzato pancia all’aria con due suoi simili che si guardano intorno svogliatamente.

Sorrido guardando che la maggior parte dei visitatori di questo blog arrivano da Google, ma che il secondo sito in termini di riferimenti è quello dell’UAAR, e continuo a essere tranquillo del fatto che l’evoluzione farà in modo che i creazionisti si estingueranno.

Faccio telefonate intercontinentali usando il mio telefono di casa senza spendere un solo centesimo (interessante quest’internet, o come lo chiamano) e leggo un interessante saggio di storia medievale. Nel frattempo mi immergo in strani mondi fatti di curiose creature e porgo una domanda ricorrente al mio amico Alessandro/DarkSin.

Sorrido a una sconosciuta sull’autobus mentre mi rendo conto che ho sbagliato fermata (si chiamano “splendidi occhi”, si chiamano) e sospiro. Ogni tanto anche lei mi guardava e io facevo di finta di non accorgermene; prima di scendere le dico “ciao”, e il suo sguardo stupito mi dipinge un’espressione di serenità in viso, anche se non so nemmeno se ci rivedremo mai. Ma va bene così.

Tra le altre cose, mentre programmo per altra gente con la speranza di essere pagato (prima o poi troverò qualcuno che mi pagherà per farlo, no?), porto avanti il mio progetto di bonifica del mondo italofono dalla piaga delle k, delle abbreviazioni estreme e senza senso, e così via. Il progetto si chiama NoKappa, e dovreste partecipare tutti.

Insomma, questo è tutto.
Vi saluto…

(Se qualcuno capisce la riga che contiene la parola “società” vince un premio perché è un vero geek.)