Non capisco che senso abbia avere dei blog “personali” in cui si parlano di cose senza che nessuno capisca niente. Se vuoi dire la tua dilla, se vuoi postare dei log pòstali, ma blaterare a caso in maniera incomprensibile mi pare francamente inutile. Che si tenessero dei diarî su carta o in un file sui loro computer, tanto nessuno ci capisce niente!
Va bene, uno magari tiene un diario online e lo tiene pubblico perché è esibizionista o perché lancia messaggi, e questo ha pure un suo senso. Ma perché tanta gente ha blog criptici, che non hanno capo né coda, in cui i post sembrano tanto profondi ma poi, scava scava, è solo una voglia insulsa di scrivere e farsi i fighi senza esserne capaci?
Il semplice fatto di avere la possibilità di scrivere non significa saperlo fare: il fatto che so cambiare una spina a un elettrodomestico, costruirmi una prolunga o progettare un piccolo circuito che fa lampeggiare un LED in base alla musica che esce da uno stereo (ok non lo so fare ancora ma ci sto lavorando) non fa di me un elettrotecnico.
Direi che la palma d’oro se la spartiscono i blog delle quattordicenni depresse — quelle che arrivano a firmarsi con cose tipo “Insicura ‘92″ — e questi neoinchiostratori da strapazzo, novelli ermetisti incapaci scrivono, scrivono, scrivono e alla fine non hanno detto niente.
La cosa paradossale è che quelli che rispondono con i commenti fanno finta di capire e di compatire, spinti da una ipotetica quanto ipocrita empatia.
È come la “neotopografia”, Visnù ce ne scampi (Visnù è la divinità del giorno): un movimento artistico-fotografico con un manifesto a dir poco delirante. Immagini “urbane” possono essere artistiche, non lo metto in dubbio e ne ho create anch’io, ma mitizzarle mi pare quanto meno eccessivo, perché si corre il rischio concreto che chiunque prenda una macchina fotografica e si metta a fotografare discariche spacciandole per opere d’arte senza nemmeno darsi un minimo da fare.
A voler creare a tutti i costi senza mai pensare di sbagliare si arriva al punto che cose oggettivamente brutte vengano considerate belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le considerano belle perché gli altri le consid… all’infinito.
Speriamo sia una bolla che scoppi presto: per i diarî segreti incomprensibili c’è la cartoleria, non la blogosfera.
Pubblicato da Jollino